“Un sacerdote deve stare in parrocchia e il resto del tempo va impegnato per fare del bene fuori”: don Giuseppe Sbuttoni, ha preso alla lettera l’indicazione ricevuta da un superiore all’inizio del sacerdozio. Da quel giorno sono passati 45 anni e il parroco, classe 1947 originario della Val Mozzola nel Parmense, da 35 anni è un punto di riferimento a Mortizza. Anni trascorsi tra la gente che don Sbuttoni ha racchiuso in un libro intitolato: “La vita volge al tramonto, che avventura!”: decine le ragazze salvate dalla strada, centinaia le persone in difficoltà economica aiutate con viveri ma soprattutto con la ricerca di un lavoro che per molti è andata a buon fine. Don Sbuttoni ricorda anche i primi tempi spensierati trascorsi insieme agli scout: “Abbiamo girato le Alpi con uno zaino, un fornelletto e una tenda”. Oggi il parroco dice messa in cinque chiese ma le offerte scarseggiano come i fedeli, e così ha creato un forno a Bosco dei Santi per fare la pizza insieme ai volontari, mangiarla in compagnia di tanti amici e poter pagare così le bollette. Per favorire la frequentazione della parrocchia è stato creato un parco giochi per i bambini, un salone nel cui ingresso un cartello ricorda che l’educazione è una moda che non passa. Luoghi animati e vissuti quelli della canonica, ma come far tornare i giovani in chiesa? “Non lo so, una ricetta non c’è. Ma una chiesa vicina ai poveri potrebbe aiutare”. Per i racconti non c’è più tempo, una donazione alimentare è arrivata e attende il don per essere consegnata alla casa famiglia destinataria. “Senza chiedere niente” ci tiene a specificare don Giuseppe. Io sono un po’ muratore e il forno l’ho costruito da solo. All’inizio ho cominciato a fare la pizza per i bambini, qualche volta. Ora è diventato un appuntamento fisso: ogni domenica sera, dalle 18 alle 21, la nostra parrocchia diventa una pizzeria. E’ tutto gratis per chi non può permettersi un pasto. Quelli che invece vogliono aiutarci, con 5 euro mangiano abbondantemente e sostengono pure la nostra missione”.

Vi lasciamo con un intervista realizzata in due puntate