Ulisse Sartini è nato a Piacenza il 30 maggio 1943, ma ha vissuto la sua infanzia in Val Tidone in quel di Ziano Piacentino, borgo al quale è rimasto sempre legato e che da sempre ama il suo celebre maestro, tanto da avergli conferito la cittadinanza onoraria “per gli alti meriti artistici e per lo straordinario contributo all’arricchimento artistico e culturale del Paese”.

Sartini è un artista di fama internazionale conosciuto soprattutto per aver dipinto ritratti di personaggi illustri, conservati in importanti collezioni private od esposti in prestigiosi musei.

La Santa Sede gli ha commissionato i ritratti degli ultimi tre papi: Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco I, collocati assieme alle raffigurazioni dei pontefici del passato nella Basilica di San Paolo fuori le Mura.

Tra le molte opere realizzate da Sartini, vogliamo ricordare i ritratti a Padre PioMaria CallasRenata TebaldiJoan SutherlandLuciano PavarottiMario del Monaco, Luciana SavignanoPier Paolo PasoliniGiovanni Verga ed i numerosi dipinti a soggetto religioso, come il San Valentino nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma e la Cena di Emmaus, presso la Chiesa del Sacro Cuore dei Capuccini a Milano.

Suoi quadri sono esposti nei Musei Vaticani, al Museo del Teatro alla Scala, al National Portrait Gallery di Londra, al Nuovo Teatro della Musica di Atene.

Formatosi alla scuola del pittore Luigi Comolli, allievo di Sagantini, si ispira ai maestri della pittura del Rinascimento, alla loro tecnica ed iconologia, senza però rinunciare alla ricerca in campi nuovi sino alla creazione personale ed originale dei visionari ed emblematici Embriocosmo, attraverso i quali l’artista indaga i misteri del cosmo.

Tra i molti critici che ne hanno riconosciuto i meriti e la grandezza, citiamo Vittorio Sgarbi“… la radice più remota degli Embriocosmo risale alle origini più alte dell’Avanguardia novecentesca, alle scomposizioni spaziali e alle successive sintesi formali che per strade parallele furono fatte proprio dal primo Cubismo e dal Futurismo, quando l’arte conobbe gli entusiasmanti albori di una nuova era rigeneratrice.”

Il 5 luglio 1943 Sartini fu battezzato nella chiesa di Ziano Piacentino in Val Tidone dedicata a San Paolo, patrono della cittadina, e proprio alla chiesa di Ziano Sartini ha regalato due meravigliose opere: l’Ascensione, donata nel 2001 e la famosa Deposizione, prima esposta nella chiesa di San Francesco a Piacenza e poi donata nel 2014 alla chiesa di Ziano.

Anche una terza opera dell’artista è conservata nella ridente cittadina del vino sulle colline piacentine in Val Tidone: si tratta di un quadro, il ritratto della benefattrice Carla Carloni, donato alla città nell’ottobre del 2011 e conservato nella sala consiliare del Comune.

I cittadini di Ziano hanno sempre manifestato affetto per il loro illustre concittadino, e le istituzioni locali hanno voluto rendergli omaggio. Con una delibera del 27 settembre 2014 il Consiglio Comunale ha deciso di conferirgli la cittadinanza onoraria, e domenica 25 gennaio 2015, davanti alle principali autorità del circondario, il parroco Gian Piero Schiaffonati e monsignor Domenico Ponzini, il prefetto Anna Palombi, il sindaco Manuel Ghilardelli e tanti altri cittadini di Ziano, nonché numerosi sindaci dei comuni vicini, gli sono state consegnate le simboliche chiavi della città.

“Mi sento di Ziano” ha commentato nell’occasione Sartini“e vedere che tanta gente ha condiviso con me un giorno così speciale mi riempie di gioia. Il senso di appartenenza di un pittore al luogo da cui proviene è fondamentale”.

Alle porte della Val Tidone è conservato un altro dipinto realizzato da Sartini, si tratta del ritratto del cardinale Agostino Casaroli custodito presso la Collegata S. Giovanni Battista a Castel San Giovanni.

La produzione artistica del maestro piacentino, come già ricordato, travalica i confini nazionali. Nei primi anni del 2000, grazie al Comune di Ziano Piacentino ed al sindaco protempore di allora, Romano Torselli, due preziose opere del maestro, l’Annunciazione e Battesimo di Gesù, furono donate alla Chiesa dell’Annunciazione di Kabul. Possiamo concludere dicendo in questo modo, con le parole di Torselli, che “un pezzetto di Ziano, è arrivato sino in Afghanistan”.