Curallo: il ricordo di Gaetano Rizzuto

PIACENZA, LUNEDI’ 8 GIUGNO 2020CHIESA SACRA FAMIGLIA, ore 18

PIACENZA, LUNEDI’ 8 GIUGNO 2020
CHIESA SACRA FAMIGLIA, ore 18
 
Messa in suffragio di Giuseppe Curallo, storico presidente del Cineclub Cattivelli
 
Il ricordo di Gaetano Rizzuto
 
Tocca a me, su indicazione del presidente del Cineclub Valter Sirosi e del Direttivo, ricordare il nostro storico presidente Giuseppe Curallo. Questa messa di suffragio è stata fortemente voluta dal Cineclub, dal Direttivo e dai soci per dare l’estremo salute a Giuseppe.
Ringrazio il parroco, don Angelo Cavanna per la possibilità che mi dà di ricordare Giuseppe.
Siamo in tanti stasera, soci, amici di altri associazioni per abbracciare Giuseppe. Non abbiamo potuto farlo settanta giorni fa.
Quel lunedì 30 marzo resterà per sempre impresso nella nostra memoria.
Alle 21.27 arriva la scarna e drammatica notizia: “Il nostro Presidente Giuseppe Curallo ci ha lasciato. Ha combattuto come un leone per 10 giorni. Ma non ce l’ha fatta. Il coronavirus se l’è portato via”.
Quel giorno Piacenza piangeva 26 suoi figli. Avevamo già 500 morti.
E’ stato un lungo giorno. Per i figli di Giuseppe, per me, per alcuni di noi. Sapevamo che le condizioni di Peppino, a me piace chiamarlo così, perché per me è come un fratello maggiore, erano molto gravi.
Il figlio Alberto alle 16.40 mi comunica. “E’ molto grave”.
Il figlio Gianmarco, alle 17.08, aggiunge: “Ha la febbre alta, non reagisce ai farmaci. La situazione è disperata”.
Giuseppe solo, all’ospedale di Fiorenzuola. Assistito dai medici e dalle infermiere lottava ancora, come un leone. Poi, verso le 19, l’improvviso e rapido peggioramento.
Da quel momento silenzio e preghiera, sino alle 21. Sino alla telefonata di Alberto: “Papà ci ha lasciati”. A tre ore dal suo compleanno.
Giuseppe ci ha lasciati in un terribile giorno di questa maledetta e crudele primavera che ha falcidiato tanti piacentini: siamo a 958.
Ho seguito Giuseppe dal suo ricovero al pronto soccorso di Piacenza, quel venerdì 20 marzo, al trasferimento nella notte di sabato, all’ospedale di Fiorenzuola. Sino alla fine.
Sei giorni prima, il 14 marzo, pensando al suo Cineclub, Giuseppe scrive una lettera indicando ai figli di delegare Adele e Renato per recuperare il materiale del cineclub che aveva in casa, i filmati che stava ultimando. Una premonizione. Un estremo gesto d’amore per il suo Cineclub.
Gli scrivevo tutti i giorni. Gli ho mandato un messaggio scritto il 27 marzo, attraverso le infermiere del suo reparto che glielo hanno letto.
Peppino mi ha fatto rispondere così: “Un abbraccio forte forte per tutti”. Generoso sino alla fine.
L’ho incontrato venti anni fa, nel settembre del 2000. Lui siciliano di Aragona, io siciliano di Salemi. Gli piaceva molto definirsi “Piacentino di Sicilia”.
Ha dedicato tutta la tua vita a Piacenza, alla sua famiglia, alla moglie Vilma, ai figli Roberta, Gianmarco e Alberto, al suo lavoro in banca e, gli ultimi 20 anni, al suo Cineclub Piacenza, una grande istituzione culturale, un punto di riferimento per tutto il territorio piacentino.
Tante le iniziative vissute insieme. I “Viaggi dell’Amicizia” a Londra, a New York, in Argentina dove abbiamo incontrato i piacentini nel mondo e abbiamo documentato le loro storie. Reportage trasmessi da Telelibertà e custoditi al Cineclub.
Le interviste a grandi e piccoli protagonisti della storia piacentina del Novecento.
Ha lavorato tanto, assieme ai soci del Cineclub, per creare la straordinaria “Videoteca Piacenza Ieri” presentata il 21 ottobre a Palazzo Galli e di cui andava orgoglioso.
Quella sera Curallo era felice. Si realizzava un suo sogno: donare questo straordinario patrimonio culturale di filmati e documenti inediti ai piacentini, alla Città di Piacenza.
La “Videoteca”, raccoglie pellicole e vecchi video su località, personaggi, monumenti, eventi del passato di Piacenza e della Provincia. “Materiale” in gran parte inedito, girato da cineamatori negli anni 50/60/70/80.
La Videoteca si è arricchita, negli anni, con nuovo materiale con filmati che, dagli anni 80, i cineoperatori del Cineclub hanno realizzato e continuano a realizzare (molti di questi filmati sono stati trasmessi da Telelibertà).
La Videoteca conta oltre 3200 filmati, già digitalizzati. Oltre 250 interviste a importanti personaggi di ieri e di oggi.
La “Videoteca Piacenza ieri” è stato certamente il suo capolavoro di venti anni di Presidenza del Cineclub. Ci ha lavorato con Pino Valla, con Adele Marenghi e Marilena Fusconi, sino alla fine.
A gennaio Curallo metteva in cantiere altre iniziative.
Con Augusto Ridella avevano in programma un’intervista su Banca Farnese. Non sono riusciti a farla. La faremo noi, caro Augusto.
Stava lavorando ad un video sul carnevale a Piacenza dal 1949 ai tempi nostri. Video che doveva essere presentato alla biblioteca Passerini Landi a febbraio. Ma il virus ha fatto saltare tutto.
Giuseppe lavorava insieme al presidente dell’Anpi, Stefano Pronti, ad un video per la festa della Liberazione con alcune significative testimonianze.
Pronti ha definito Giuseppe Curallo “un uomo speciale, infaticabile, un cittadino illustre che aveva nel cuore Piacenza e la Sicilia”.
Stava lavorando con il dottor Zucca ad una intervista sulla storia del padre inventore della grande distribuzione a Piacenza.
Ancora il 16 febbraio lavorava ad una serata al Circolo dell’Unione, prevista per venerdì 21, giorno dell’inizio della grande tragedia a codogno e a piacenza, dedicata al quadro di Klimt rubato e ritrovato.
Un vulcano sino alla fine, sino all’ultima telefonata che mi ha fatto la sera prima di entrare al pronto soccorso, sino all’ultimo messaggio che mi ha fatto arrivare alle 13, 23 di venerdì 27 marzo. “Un abbraccio forte forte per tutti”. Un abbraccio forte forte alla sua famiglia, ai soci del Cineclub, ai piacentini che gli abbiamo voluto bene.
Molto belle le parole, non formali, che il Sindaco e Presidente della Provincia Patrizia Barbieri ha dedicato a Giuseppe:
“Con la scomparsa di Curallo, Piacenza perde un uomo di raffinata cultura, che alla guida del Cineclub Cattivelli ha valorizzato, in tante opere, le bellezze artistiche e paesaggistiche, la storia e la tradizione del territorio. Le numerose iniziative realizzate sotto la sua Presidenza sono la testimonianza del suo amore per Piacenza e restano, oggi, come prezioso patrimonio collettivo”.
Grande il suo amore per Piacenza, Grande la sua competenza tecnica.
E’ stato un protagonista, un testimone della vita sociale e culturale piacentina.
E’ stato anche, agli inizi degli anni 2000, presidente del Lions club Piacenza.
Metteva passione ed entusiasmo in tutto. Un gentiluomo del sud, lo ha definito la poetessa Giusy Cafari Panico e da Corrado Calda.
Dirigente bancario innovatore e grande uomo di relazioni, dalla Cassa di Risparmio di Piacenza alla Cassa di Risparmio di Massa e Carrara, e infine direttore generale di Banca Farnese.
Da Aragona ad Asti, il primo impiego nella Cassa di Risparmio di Asti. Lì conosce la moglie Wilma. Poi a Milano alla Banca Commerciale Italiana. Nel 1977 eccolo a Piacenza alla Cassa di Risparmio di Piacenza e Vigevano come dirigente del settore crediti.
A Piacenza è stato uno degli artefici di importanti innovazioni dal punto di vista creditizio. Un precursore.
Lo ricordano i colleghi come un vulcano di idee ed iniziative, un trascinatore. Stava lavorando con Eduardo Paradiso alla sceneggiatura di un video sulla storia della Cassa di Risparmio di Piacenza.
È stato direttore generale della Cassa di Risparmio di Massa e Carrara fino al 2000 quando assieme ad Augusto Ridella danno vita a Banca Farnese di cui è stato direttore generale e amministratore delegato. Fu un protagonista di Banca Farnese.
Poi il Cineclub. Ha rivitalizzato il glorioso cineclub Piacenza che poi, su mia proposta, è stato intitolato a Giulio Cattivelli, il grande critico cinematografico di Libertà.
Si è speso tanto anche per il museo del cinema di Luciano Narducci. Sperava di riportarlo da Zibello a Piacenza. Ci sta lavorando ora il nuovo presidente Sirosi.
Lavorava giorno e notte per il Cineclub. Non si fermava mai.
Era lui ad organizzare interviste a grandi personaggi che hanno raccontato la storia piacentina e gli eventi di cui sono stati testimoni e protagonisti: 250 interviste.
Era molto fiero del rapporto con Marco Bellocchio. Il regista era stato in visita al Cineclub nel mese di ottobre per visionare una serie di filmati che il Maestro di Bobbio userà in uno dei suoi prossimi film sulla sua famiglia, su Bobbio dal titolo L’urlo. Doveva ritornare per vedere altri filmati.
Marco Bellocchio così ha definito Curallo: “Una persona piena di entusiasmo e di passione. Il lavoro che ha fatto credo sia un punto di partenza imprescindibile per chi voglia conoscere il passato e il presente di Piacenza attraverso le immagini”.
Giuseppe, ha raccontato Piacenza. Era pronto a partire a qualsiasi ora per ottenere l’immagine perfetta. Ha collaborato tanto con Telelibertà e Libertà.
“Curallo il siciliano che ha raccontato Piacenza in immagini” così ha titolato Libertà il primo aprile dedicandogli due belle pagine.
Giuseppe spesso ironizzava sul fatto che la memoria per immagini di Piacenza fosse affidato ad un Piacentino di Sicilia.
Giuseppe sei stato un grande presidente, hai lasciato un grande vuoto. Hai lavorato con passione. Ci hai lasciato un grande patrimonio e una grande eredità culturale che raccoglieremo. Con il presidente Sirosi e il Direttivo la stiamo già portando avanti come tu avresti voluto.
Grazie Peppino dei tuoi 20 anni alla guida del Cineclub.
Porteremo avanti con il nuovo Presidente Valter Sirosi, tuo vice, la tua opera culturale al servizio di Piacenza e del territorio.
Dal Presidente Sirosi, dal Direttivo, da tutti i soci del Cineclub Piacenza un “abbraccio forte forte” a tua moglie Vilma, ai tuoi figli Roberta, Gianmarco e Alberto.
Presto ci recheremo sulla tua tomba di famiglia per renderti omaggio. Andremo in delegazione nel cimitero di Castello di Annone, in provincia di Asti, che tu un anno fa, passando, mi indicasti.
Torneremo nella tua amata campagna a San Carlo di cui andavi fiero.
 
Grazie, Giuseppe.
Ciao, carissimo Peppino, amico e fratello.
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